Verso fuori.

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Transito di Mercurio (video)

Sebbene siano passati tre mesi e un paio di giorni, pubblico solo ora una piccola testimonianza del transito di Mercurio sul disco del Sole.

Il video ritrae, in maniera accelerata, il passaggio di Mercurio vicino ad un piccolo gruppo di macchie solari, attorno alle ore 16.10′ del 9 maggio scorso. La ripresa è allineata sul piccolo disco del pianeta, come se una telecamera lo seguisse; perciò si vede la superficie del Sole scorrervi sotto.

I fotogrammi di questo video, come le mie osservazioni, sono stati fatti da un piccolo comune in Baviera, Flintsbach am Inn. Il giorno del transito il tempo in Italia era così brutto che sono dovuto fuggire al di là delle alpi per poter vedere il fenomeno! Il cielo era completamente coperto fino al Brennero, mentre sopra Innsbruck si apriva qualche spiraglio. Alla fine, mio padre ed io ci siamo fermati poco oltre il confine tedesco, appena mezz’ora prima dell’inizio del transito. Siamo riusciti ad osservare tutta la sequenza d’ingresso e il lento passaggio fino al momento di massimo avvicinamento al centro del disco solare, quando anche lì sono sopraggiunte le nuvole (ore 16.50′ circa).

Come ho scritto nell’articolo precedente, c’è stato bisogno di scrivere un programma apposta per riallineare i fermi-immagine che compongono il breve video. Questo è anche il motivo per cui sin’ora non sono riuscito a trarre qualche altra bella fotografia dalle decine di pose che ho scattato quel giorno: i programmi che uso di solito non funzionano perché le immagini solari sono povere di dettagli. Pian piano, quando troverò il tempo per passare un paio di giornate al computer, dovrei poter aggiungere anche qualche altra ripresa.

Il transito di Mercurio è più frequente di quello di Venere. Mentre quest’ultimo avviene a coppie ogni 115 anni, il pianeta più piccolo del Sistema Solare passerà ancora davanti al Sole l’11 novembre 2019 e in altre dieci occasioni nel corso di questo secolo. Quindi non disperate! Se non l’avete visto, o se le nuvole ve l’hanno nascosto, ci sono ancora delle altre possibilità…

A presto!

L’occhio di Giove

Il 22 marzo scorso, la mattina presto, svegliandomi da sogni inquieti, trovai me stesso nel mio letto in un enorme bacherozzo mutato. Anzi no. Però non riuscivo a riprendere sonno: mancavano pochi minuti alle quattro e io stavo là a rigirarmi sotto le coperte “come un cavàlo sborassà dai pensieri dela vita” (sic).

Alzandomi per andare a bere un po’ d’acqua, vidi dal lucernario della mia camera una cosa buffa: il pianeta Giove stava per tramontare, prossimo alla vetta al monte Priaforà, e se ne stava sospeso sopra al buco che da il nome al monte. Erano le h. 04:01:30 circa. Nel corso della giornata seguente, ho calcolato, usando le coordinate geografiche di casa mia e del foro del Priaforà, le altezze reciproche e la posizione di Giove, dove e a che ora mi sarei dovuto trovare per beccare il pianeta dentro al buco.

La mattina successiva (23 marzo) la sveglia suona alle tre e mezza. Io la spengo e mi riaddormento. Andrà meglio il giorno dopo: con uno scarto di soli sette metri rispetto alla posizione calcolata, Giove attraversa il foro del Priaforà mutandolo (stavolta davvero) per pochi secondi in un occhio luminoso che scruta la valle (e che tutto vede e tutto sa…).

Il video che ho inserito è una versione accelerata del tramonto: ogni fotogramma è in realtà una foto con una posa di 5s, ritagliata attorno al foro del Priaforà. Le immagini sono state mediate per ottenere uno sfondo neutro e poco rumoroso, sul quale è stato poi rimontato il pianeta e le stelle, nella stessa posizione in cui erano prima. La stessa procedura è stata seguita per il fermo immagine con Giove al centro del buco, qui sotto. Aggiungo anche due immagini che presentano la traccia continua del pianeta, una a colori e l’altra in bianco e nero.

Accanto a Giove c’erano anche i suoi quattro satelliti. Callisto tramonta prima di Giove sulla destra, Io precede di pochissimo il pianeta gigante ed Europa lo segue ravvicinato ed è l’ultimo a scomparire, dentro al foro; Ganimede è nascosto dalla luce troppo intensa di Giove. Potete vedere una presentazione interattiva della sequenza, dove i satelliti si distinguono bene, a questo indirizzo: Giove JS. Dovete avere un po’ di pazienza finché il browser carica le immagini, poi potete anche ingrandirle. L’intero passaggio nel buco, nella realtà, è durato poco più di 10 secondi.

Questa sequenza, assieme a quelle della Luna e del Sole, che tramonta sul buco nelle prime decadi di Aprile e di Settembre, compone un bel terzetto. L’occhio del Priaforà ospita di volta in volta astri diversi. Non mi resta che aspettare che ci passino attraverso Venere, Marte e Saturno!

Ed ora torno a dormire…

Un po’ di primavera

In attesa di pubblicare una fotocomposizione che devo ancora terminare, ecco un paio di foto scattate negli ultimi giorni. Si tratta di un rametto fiorito di Mandorlo e di un Narciso.

Fiori di Mandorlo

Narciso

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